domenica, novembre 05, 2006

A me la responsabilità di riassumere il racconto in un unica puntata, nel tempo che mi separa dall'inizio dei cesaroni!

Correva la serata di sabato 4 Novembre 06, quando chiamando il cugino, mi propose di andare fo gli Alcatri, lo sventurato rispose...

Ci trovammo come tradizione da Anura a degustare la nobile birra, il tempo passava, le lancette separavano le ore trascorse della giornata da quelle rimanenti, il freddo mordeva le ossa come un cane l'osso, ma uomini valorosi e sinceri, ci dirigemmo ugualmente verso la meta prestabilita..

Il viaggio fu lungo e faticoso, un calvario... arrivammo finalmente in un parcheggio, privilegio di pochi a Milano.. a questo punto scesimo dal veicolo e ci guardammo in faccia, che famo? Prendiamo o lasciamo il giubbotto in macchina?

L'avarizia e la voglia di avventura, ci indirizzarono sulla seconda scelta, e ci costò il tragico epilogo della serata.. ma prima di leggere il finale procederò col racconto di mezzo..

Congelati e contenti arrivammo al loco, entrammo e la situazione era delle peggiori: non c'era un anima viva.. manco i buttafuori erano vivi.. La situazione dopo ore migliorò notevolmente. Bevvi un cotten strano, e mi diressi con tutta la combricola nella balera, dopo un primo tentativo di tacchinaggio, il gran consiglio decise di lasciare perdere per questa sera il tacchinaggio.. Ma la provvidenza provvide.. (per ragioni di spazio e riservatezza, e poichè vi è gia stato raccontato molte volte stringerò all'essenziale questa parte del racconto) come sempre in queste cose arrivo sempre ultimo, stavo ballando per i cavoli miei, quando mi girai e vidi il cugino circondato da due ragazze... Questo mi portò al dire: Azzo era proprio forte il cotte, il mio sguardo incrociò quello di §Federico , ci schiaffeggiammo a vicenda, per capire se era realtà o finzione.. era realtà...
...
.......

Due ore dopo:

Fede venne a salutare me e King, contraccambiammo il saluto, non capii molto chi andava e chi restava, ma pensai che era cosa da verificare dopo, passata una mezzoretta scarsa, io e king pensammo che era ora tarda e di andare, nel frattempo senttii qualcosa che nei pantaloni VIBRAVA... o signur.. se l'è suces..

Era naturalmente il cellulare, un impresa eroica risposi, non capisco ancora come ho fatto a capire quello che dall'altra parte del ricevitore dicevano, sentii le seguenti parole

VETRO - MACCHINA -- THE KING -- GIUBBOTTO --- ROTTO

Usai tutta l'enigmistica in mio possesso per ricomporre la frase e dare la tragica notizia a king..

Con arroganza e cattiveria saltammo la fila alla cassa, sburlando via tutti, uscimmo affrettati e correndo sbagliammo strada, arrivati constatammo la tragedia.. vetro rotto, giubbo mio e del cugi scippato..

Dopo l'esperienza manettiana, reagii un po meglio, anche se il rimorso venne soltanto al mattino.

Una cosa aguro solo a colui che metterà il mio giubbotto: CREPA!

2 commenti:

La Morte ha detto...

Caro Benty, ti volevo tranquillizzare riguardo allo stato di salute dei 2/3 extracomunitari/tossici che ci hanno "gentilmente" spaccato la macchina e rubato l'impossibile

Se li vuoi vedere, stanno all'ospedale con una malattia incurabile, e creperanno solo dopo mesi di lunga agonia, soli (ho goduto scrivendolo, scusate)

P.S. Complimenti per l'italiano, hai ingerito un vocabolario?

Niiiinja ha detto...

Fanculo,ora sono pure malato....Mal di gola alle stelle e oggi pome la standa mi attende.