UN ARTICOLO DEL presidente..
Prodi:"Duro 5 anni poi mi ritiro"
"Voglio pensare alla famiglia"
Intervistato da Telelombardia mentre era in visita a Milano per partecipare ad un convegno nella sede della Provincia il presidente del Consiglio non si è risparmiato sui temi del momento. Parla a tutto campo del suo futuro e dice: "Duro cinque anni e poi penso alla famiglia". Sulla politica internazionale assicura che per Natale i soldati italiani in Iraq torneranno a casa. Sulla Finanziaria: "Dovevo rischiare" e sulle tasse concede: "Una volta risanati i conti".
Il professore parla anche della manifestazione organizzata dall' opposizione contro la Finanziaria a Roma: una manifestazione "costruita sul niente". Un punto, questo, che ha scatenato le polemiche nel centrodestra per aver Prodi letto l'astensione dell'Udc come un segno che "nell'opposizione qualcuno usa un po' il cervello". Il presidente del Consiglio non si è risparmiato: ha parlato anche di ferrovie, pensioni, indulto, quote rosa, del malore di Berlusconi ("lasciamolo tranquillo") e ha anche trovato qualche occasione per scherzare.
Il messaggio però alla fine è stato soprattutto uno: il Paese si trova a dover affrontare una sfida. Come una sfida Prodi vede la Finanziaria e spiega che con una manovra "da 20 miliardi anziche' 40 " non avrebbe avuto problemi con le piazze. "Però dovevo rischiare, dobbiamo crescere almeno secondo la media europea". E gli italiani, secondo il presidente del Consiglio, hanno capito lo sforzo per crescere, e per questo ora pagano le tasse. "Le entrate sono aumentate - ha spiegato - perché la gente ha capito che la festa è finita, che c'è serietà e non ci saranno condoni".
Per ora non ci sarà nemmeno un abbassamento delle aliquote, però. "Quando abbiamo risanato i conti si può pensare anche a quello", ha detto Prodi mettendo fine alle ipotesi su possibili abbassamenti del conguaglio di dicembre nei prossimi anni. Prodi ha parlato di una "scossa" da dare per crescere, quella che ha dato due settimane fa dicendo che il Paese è impazzito ("come una maionese", ha aggiunto oggi) perché restando fermi si rischia di vedersi superati anche dalla Slovenia. E allora a Milano ha lanciato una sfida al Comune alla Provincia e alla Regione. Ha detto che "il Governo c'è", ma ha aggiunto che serve una "strategia" complessiva, un settore tecnologico in cui diventare primi.
"C'è bisogno di rischiare - ha detto -, di fare scelte nette". Dal canto suo, il Consiglio dei Ministri le ha fatte con la manovra. "La gente che non è fessa ha iniziato a pagare - ha aggiunto -. Hanno percepito che il clima è cambiato". E anche se questo "mi sta costando tante manifestazioni di piazza - ha ammesso Prodi -, le tasse si devono pagare". "Il 2 dicembre ci sarà parecchia gente in piazza - ha ammesso il presidente del Consiglio -, ma sono sicuro che fra sei mesi cambieranno idea perché il Paese comincerà a crescere".
E già ora "a livello internazionale - ha aggiunto - è aumentato il prestigio dell'Italia". Quindi nessuno speri che il suo governo cada prima del tempo. "Berlusconi ha fatto una legge elettorale per farmi durare meno di lui - ha detto - ma io durerò cinque anni", facendo anche una nuova legge elettorale "a larghissima maggioranza" e includendo le quote rosa che "non mi piacciono, ma sono necessarie". "Le appoggerò con forza - ha aggiunto - altrimenti non cambierà nulla". E poi? E poi "vorrei dedicarmi alla famiglia".
"Voglio pensare alla famiglia"
Intervistato da Telelombardia mentre era in visita a Milano per partecipare ad un convegno nella sede della Provincia il presidente del Consiglio non si è risparmiato sui temi del momento. Parla a tutto campo del suo futuro e dice: "Duro cinque anni e poi penso alla famiglia". Sulla politica internazionale assicura che per Natale i soldati italiani in Iraq torneranno a casa. Sulla Finanziaria: "Dovevo rischiare" e sulle tasse concede: "Una volta risanati i conti".
Il professore parla anche della manifestazione organizzata dall' opposizione contro la Finanziaria a Roma: una manifestazione "costruita sul niente". Un punto, questo, che ha scatenato le polemiche nel centrodestra per aver Prodi letto l'astensione dell'Udc come un segno che "nell'opposizione qualcuno usa un po' il cervello". Il presidente del Consiglio non si è risparmiato: ha parlato anche di ferrovie, pensioni, indulto, quote rosa, del malore di Berlusconi ("lasciamolo tranquillo") e ha anche trovato qualche occasione per scherzare.
Il messaggio però alla fine è stato soprattutto uno: il Paese si trova a dover affrontare una sfida. Come una sfida Prodi vede la Finanziaria e spiega che con una manovra "da 20 miliardi anziche' 40 " non avrebbe avuto problemi con le piazze. "Però dovevo rischiare, dobbiamo crescere almeno secondo la media europea". E gli italiani, secondo il presidente del Consiglio, hanno capito lo sforzo per crescere, e per questo ora pagano le tasse. "Le entrate sono aumentate - ha spiegato - perché la gente ha capito che la festa è finita, che c'è serietà e non ci saranno condoni".
Per ora non ci sarà nemmeno un abbassamento delle aliquote, però. "Quando abbiamo risanato i conti si può pensare anche a quello", ha detto Prodi mettendo fine alle ipotesi su possibili abbassamenti del conguaglio di dicembre nei prossimi anni. Prodi ha parlato di una "scossa" da dare per crescere, quella che ha dato due settimane fa dicendo che il Paese è impazzito ("come una maionese", ha aggiunto oggi) perché restando fermi si rischia di vedersi superati anche dalla Slovenia. E allora a Milano ha lanciato una sfida al Comune alla Provincia e alla Regione. Ha detto che "il Governo c'è", ma ha aggiunto che serve una "strategia" complessiva, un settore tecnologico in cui diventare primi.
"C'è bisogno di rischiare - ha detto -, di fare scelte nette". Dal canto suo, il Consiglio dei Ministri le ha fatte con la manovra. "La gente che non è fessa ha iniziato a pagare - ha aggiunto -. Hanno percepito che il clima è cambiato". E anche se questo "mi sta costando tante manifestazioni di piazza - ha ammesso Prodi -, le tasse si devono pagare". "Il 2 dicembre ci sarà parecchia gente in piazza - ha ammesso il presidente del Consiglio -, ma sono sicuro che fra sei mesi cambieranno idea perché il Paese comincerà a crescere".
E già ora "a livello internazionale - ha aggiunto - è aumentato il prestigio dell'Italia". Quindi nessuno speri che il suo governo cada prima del tempo. "Berlusconi ha fatto una legge elettorale per farmi durare meno di lui - ha detto - ma io durerò cinque anni", facendo anche una nuova legge elettorale "a larghissima maggioranza" e includendo le quote rosa che "non mi piacciono, ma sono necessarie". "Le appoggerò con forza - ha aggiunto - altrimenti non cambierà nulla". E poi? E poi "vorrei dedicarmi alla famiglia".
1 commento:
Io spero lo secchino a Natale :))
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