Dopo la vera e propria tragedia del nocino, vi voglio risollevare il morale con i racconti della ormai famosa SERATA CUCCADORES che aveva come protagonisti me stesso (The King) e il mio erede ufficiale (per ragioni di riservatezza chiameremo l’erede con il soprannome di Carlén).
Molti scettici si dovranno ricredere, Carlén l’è un tecnico miga de rid!!
Erano le 22.15 quando mi presentai sotto casa Benty, con i miei bellissimi pantaloni di lino bianco, le mie scarpe argentate (che piacciono solo a me e Santuzza) e la fantastica canotta rosa con tanto di scorpione sulla schiena (una tamarrata che non poteva mancare); poco distante dalla porta, seduto scomodamente per terra c’era Federico e poco dopo fecero la loro comparsa il Cugy e la Piccola Delinquentella.
Insieme, assistemmo a parte della tragedia del nocino, ben visibile dalle facce estremamente pallide del Benty e fratello; dopo esserci resi conto che a nulla sarebbero valsi i nostri soccorsi, ci spostammo all’Imagika per una birra in compagnia.
(la sto prendendo un po’ alla larga, ma non temete… ogni cosa ha un inizio e una fine).
Ad un certo punto, come per magia si materializzò niente popo di meno che… Harry Potter!!!!
Questo personaggio, amato da grandi, piccini e cugini, molto garbatamente (con mio grande stupore, ma non era una tirona?) invitò tutti i presenti a seguirlo in una discoteca di Milano. Non volendo abbandonare Carlén gli dissi di no e gli altri, inspiegabilmente, fecero la stessa cosa; fu così che come per magia, Harry Potter e la Piccola delinquentella sparirono nell’oscurità.
Poco dopo, alle 22.45 circa, mi misi in viaggio anch’io per raggiungere l’Acquaneva, location di prima scelta, luogo ideale per le serate cuccadores.
Dopo una fila interminabile, riuscii ad entrare e dopo 10 minuti buoni di ricerca, fui raggiunto dal mitico Carlén, il quale mi condusse dalla sua compagnia.
Erano tutti ragazzi giovanissimi gli amici di Carlén, tanto che mi sentii improvvisamente non vecchio… quasi! Avevo bevuto solo una crema al Whisky e questo faceva di me un uomo sobrio… ero sobrio quindi, quando Carlen cominciò a tampinare la prima vittima della serata; una ragazzina bionda (16-18 anni), mezza vestita o mezza nuda (a seconda di come vedete il bicchiere, mezzo pieno o mezzo vuoto) e sicuramente ubriaca che ballava come se lo scorpione che avevo stampato sulla schiena le fosse andato… Bhè, avete capito dai!
Fu subito circondata da Carlén e le storie tese mentre io me ne stavo a distanza di sicurezza per non farmi sbranare dal branco famelico e per evitare di essere arrestato per evidente pedofilia. Tra i 5, Carlén ebbe la meglio, riuscì ad ottenere un bacio sulla bocca (senza lingua) dalla piccola pazzoide che, per non essere seppellita dalle successive richieste di baci da parte dell’intera compagnia, saltellando se ne andò verso altre conquiste delirando qualcosa come:”Sto cercando Marcello!”
La seconda preda, così come la terza, caddero nel giro di pochi minuti sotto i colpi delle parole di Carlén… non appena la fanciulla rilasciava il suo “personalissimo” numero di cellulare al Latin Lover di Boffalora d’Adda, la trattativa veniva immediatamente conclusa e si passava ad altre conquiste.
Erano tutte ragazze giovani… troppo giovani; mi resi conto che dovevo fare qualcosa, mi sentivo come un vegetariano alla fiera della porchetta, capii che se non mi fossi mosso io, sarei rimasto a dieta!
Decisi quindi, (da bravo timido) di andare a bere qualcosa, presi un Angelo Azzurro, un super alcolico di quelli che danno l’allegria giusta per fare i “pirla” con il mondo, ovviamente riuscii a bere solo dopo 20 minuti di fila alla cassa.
Con l’angelo azzurro tra le mani, cominciai la mia ricerca di Carlén (che nel frattempo era scomparso tra la folla).
Mentre cercavo il tecnico miga de rid, una voce femminile attirò la mia attenzione (riporto i dialoghi così come li ricordo):
LEI: “Scusa!” (non pensavo si rivolgesse a me)
LEI:”Scusa!!” al che non appena l’ho vista ho pensato (l’è una marsuna, come direbbe il buon Carlén)
IO: “Dimmi”
LA COZZA (ora che l’ho vista): “Glielo fai assaggiare alla mia amica?” (si stava riferendo al cocktail, ma che cosa avete capito?)
Girandomi verso la sua amica mi resi conto che era molto carina, e con un sorriso tipicamente maniaco le dissi:
IO: “Certo, tieni”
LEI: ”…”
(questa manco mi risponde, siamo sicuri che il cocktail era per lei e non era solo un modo per fermarmi?)
LA COZZA: “lo fai assaggiare a me?” (il cocktail non era per la sua amica… azz)
IO: “ok”
LA COZZA: (fffffggrrfff rumori di una che beve dalla mia cannuccia)
IO: ”Buono?”
E praticamente senza attendere risposta e con molta fretta (decisamente intimorito), ripresi sconsolato la mia ricerca di Carlén; lo ritrovai 5 minuti più tardi.
Carlén aveva due nuovi numeri di cellulare sul suo telefonino, io, come direbbe il buon Muccino nella pubblicità, 0.
Ci misimo a ballare tutti insieme senza altre pretese (il branco aveva ottenuto abbastanza dalla serata) e sul cubo di fronte a noi, fecero la loro comparsa la piccola pazzoide con due sue amiche (come da tradizione, si cimentarono in un ballo lesbo a tre); arrivò pure un Lunapop, che, dopo essersi fatto circondare dalle tre ragazzine, si fece la bionda pazzoide (nel senso di mega limonata con strizzata di chiappe).
Per ovvi motivi, non restammo lì a lungo, ci spostammo in un posto più tranquillo, sulla sabbia, lontano dalla musica frastornante e dall’eccessivo calore, amplificato dalla grossa quantità di pensone sulla pista.
A piedi nudi intenta a ballare, c’era una ragazza che a gran voce si rivolgeva alle amiche dicendo: ”Guardatemi, sono Shakira, sono Shakira!!!” (inutile dire che non c’entrava un cazzo, inutile dire che era ubriaca, pure)
Una volta ripreso fiato, ci spostammo anche da lì e “Shakira” prese la mano di Carlén, simulando un ballo con giravolta.
Poi, ci fermammo al chiosco di fianco alla pista da ballo, seduti, mentre il coraggioso Alessandro (un amico di Carlén nonché mio idolo per quanto leggerete tra poco) si ammazzava con l’ennesimo bicchiere di spumante.
Erano quasi le 2.00 e a quell’ora il locale chiude.
Ci dirigemmo verso l’uscita trascinando il mitico Alessandro come per portare in salvo un soldato ferito in battaglia, quando di fronte a noi apparve (di nuovo) la piccola pazzoide. Non cercava più Marcello, bensì il suo marsupio… quasi in lacrime ci disse che lo aveva perso da qualche parte, io mi impietosii mentre invece gli altri volevano ancora il bacio della buona notte (che non arrivò).
Le ultime ragazze che trovammo sul nostro cammino furono messe in fuga in malo modo da un intraprendente Alessandro che con un certo interesse domandava loro: “Voi li fate i pompini?!” “Me ne fate uno anche a me?!!” e via dicendo fino alla macchina.
Credo di non aver tralasciato nulla; è stata una piacevole serata anche se non ho cuccato e con il dono della sintesi che mi contraddistingue vi saluto.
Ciauuuuuuuuuuuuu TK
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5 commenti:
nooooo,l'erede batte il maestro
Tk,non puoi fatte sconfiggere in questo modo
E va bè dai, largo ai giovani... e poi io miro più in alto, cerco quella giusta, mica le ragazzine
Ciauuuuuuuuuu TK
Un buon racconto, appassionante..
Potevi accontentare la cozza comunque
I like it! Good job. Go on.
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Looks nice! Awesome content. Good job guys.
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