DAL CORRIERE DELLA SERA
Vinceremo perché non siamo coglioni»
Il premier arringa la folla: «Volete affidare il vostro futuro agli eredi di Stalin? Con la sinistra più tasse per le clientele»
Da sinistra Casini, Fini, Berlusconi e Maroni sul palco di napoli per la festa finale (Ansa)NAPOLI - Il colpo di teatro arriva alla fine, quando il «suo» sipario si è già chiuso.
E come i grandi attori rieccolo tornare sul palco a strappare applausi, con un bis del tutto inaspettato: «Grazie a tutti, siete commoventi e state sicuri, domenica e lunedì vinceremo perché non siamo coglioni».
Con queste parole Silvio Berlusconi termina il suo comizio a Piazza del Plebiscito a Napoli davanti ai militanti della Cdl riuniti per la festa del Polo in chiusura della campagna elettorale.
Sul podio dopo il Cavaliere sono saliti gli altri leader del centrodestra: Maroni (Bossi è a Milano per il gran finale della Lega), Casini e Fini. Discorsi brevi e molti slogan per chiamare l'applauso e far crescere l'entusiasmo della folla.«DUCE, DUCE» -
Ma anche al termine del comizio il bagno di folla di Berlusconi continua e quando il Presidente del Consiglio raggiunge la Prefettura accanto alla piazza, entra poi e si affaccia dal balcone salutando. In prima fila s'alza un coro «Duce, duce...» che poi si fonde con quello più generale: «Silvio, Silvio, Silvio».L'ARRINGA - Il premier esordisce aulico, con una citazione manzoniana memoria: «Siamo stretti l'uno all'altro come un vero esercito di libertà: ci ascoltano in tutta Italia, dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno...» . Poi passa ad arrigare il popolo del centrodestra con una serie di domande a cui la piazza, piena soltanto per metà, ha risposto a gran voce «no». «Volete essere governati - ha chiesto Berlusconi - da chi è stato complice della peggiore tirannia che la storia ricordi? Volete affidare il vostro futuro agli eredi di Stalin, Mao, Pol Pot e a quelli che oggi sono gli amici di Castro?».
La folla ha risposto più volte «no», intervallando gli applausi con cori «chi non salta è comunista» e inneggiando «Silvio Silvio». L'ATTACCO: «I VOSTRI SOLDI ALLE CLIENTELE» - Poi Berlusconi torna su quella che è, a suo dire, la passione della sinistra per le tasse, che servono «a ridistribuire il reddito!».
Stavolta però il ragionamento del premier cambia leggermente rispetto ai comizi passati: ridistribuire il reddito «sarebbe anche una cosa giusta- dice- se si togliesse a chi ha tanto per dare a chi ha poco. Ma così non è. Ce le ricordiamo le tasse del governo della sinistra, l'eurotassa, l'Ici, l'Irap, la tassa sul medico di famiglia. Soldi- accusa Berlusconi- che hanno usato per estendere il loro potere e il loro consenso, per finanziare la lega delle cooperative, per fare megaconcerti e megaconvegni nelle città in cui hanno il governo». «Togliere meno soldi dalle tasche dei cittadini è il contrario di quello che vuole fare questa sinistra, noi ci impegniamo a togliere la tassa sulla prima casa, subito nella Finanziaria 2007».
«SCELTA TRA DUE MODI DI VEDERE LA VITA» - Domenica gli elettori non sono posti davanti «una scelta tra Berlusconi e Prodi. È una scelta fondamentale tra due modi di vedere la vita, lo Stato e la società» ha sentenziato Berlusconi. «La sinistra risente delle sue radici ideologiche, un 30% si chiama ancora comunista. Intende la politica come qulacosa finalizzata a ridistribuire la ricchezza, il reddito».
APPELLO FINALE - Prima di cedere il podio al leghista Roberto Maroni, dopo un intervento durato 22 minuti, il Cavaliere sottolinea che «il 9 aprile l'Italia è chiamata a una scelta di campo e di destino: tra la nostra Italia e l'Italia della sinistra, delle tasse, degli insulti e delle menzogne, delle porte spalancate ai clandestini, dei no-global che bruciano le bandiere delle potenze amiche, che vuole togliere il crocifisso dalle scuole sà solo passare».
Berlusconi sottolinea ancora: «Vogliamo continuare nei prossimi cinque anni a lavorare, a costruire uno stato più moderno ed efficiente, chiediamo agli italiani un prolungamento della fiducia per altri cinque anni così da costruire l'Italia che abbiamo sempre avuto in mente. Il 9 aprile scegliamo l'Italia dei diritti, della tolleranza, del rispetto verso tutti, del benessere, un'Italia che sa anche e soprattutto amare. Questa Italia è l'Italia della Cdl. È una scelta di campo e di destino.
Domenica e lunedì scegliamo di non tornare indietro, di andare avanti per la libertà».
07 aprile 2006
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1 commento:
Ma lol,il pezzo che poi riporterò mi mi ricorda tanto il battesimo,quando ti chiedono "Rinunci a satana" "Si,rinuncio"
Poi passa ad arrigare il popolo del centrodestra con una serie di domande a cui la piazza, piena soltanto per metà, ha risposto a gran voce «no». «Volete essere governati - ha chiesto Berlusconi - da chi è stato complice della peggiore tirannia che la storia ricordi? Volete affidare il vostro futuro agli eredi di Stalin, Mao, Pol Pot e a quelli che oggi sono gli amici di Castro?».
Cugy
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