Notizia del 15 novembre 2005 - 15:52 (come si vede che è stato scritto da una donna...)
Il posto del calendario
Vive dove il maschio vive il suo stato medio, nell'esilio a cui una donna feroce lo ha costretto: nel suo studio, nello stanzino del bricolage, nei luoghi maleodoranti in cui si incontra con gli altri maschi come lui...
Fondamentale caratteristica organolettica del frutto proibito autunnale per tutte le stagioni, il calendario novello, è la grande capacità di adattamento agli habitat in cui vive e vegeta il suo raccoglitore abituale: il maschio medio.
Il maschio medio non è un individuo in particolare. Non è nemmeno una generalizzazione del concetto di maschio, il maschio medio è uno stato particolare dell’essere maschile indipendente dalla sua estrazione culturale, dalla sua collocazione sociale, dalla vocazione artistica, dalla sua dipendenza da sostanze psicotrope.
Il maschio medio è quello stato dell'essere maschile che si individua grazie ad alcuni indizi incontrovertibili quali: la canottiera a costine in pieno inverno e una certa baldanza nel rendere udibile ai vicini la propria possenza gastrica.
Recenti studi dimostrano che l’areazione del petto garantita dalla canottiera assicura a ciascun uomo in stato maschio medio di superare almeno i quarti di finale in qualunque torneo condominiale di rutto libero.
Per questo tipicamente con l'incedere dell’età il maschio sembra diventare più educato; in realtà attraversa sempre più raramente apoteosi di stato maschio medio: quando le prime avvisaglie di reumatismo rendono pericoloso il cimento della canottiera, uno degli aspetti fondamentali della liturgia maschio medio viene meno e mortifica ogni velleità.
Il maschio posseduto dallo stato si dedica normalmente ad attività che la docile compagna con garbo declina, esortando il maschio medio a vivere il suo stato brado in un contesto confacente con amorevoli esortazioni. Fra le più comuni "ho pensato che ti avrebbe fatto piacere tenere i tuoi arnesi per il bricolage in una piccola officina tutta tua", leggi "non crederai mica di tenere quella roba piena di grasso nel mio stanzino delle scope? Fila in cantina". Oppure: "Quando sei con i tuoi amici c’è fra voi uno spirito cameratesco che mi fa sentire di troppo", leggi "porta quei cinghiali fuori di qui almeno fino a quando non avranno appreso i rudimenti dell’igiene personale e della buona educazione". Ma anche "quando sei al computer sei così preso che davvero non vorrei disturbarti", leggi "tieni quel coso odioso e radiattivo fuori dal mio letto, dalla mia stanza e dalla mia vita, se ci tieni tanto dormirai con lui sul divano".
Per questo il calendario vive dove il maschio vive il suo stato medio nell'esilio a cui una donna feroce lo ha costretto: nel suo studio, nello stanzino del bricolage, nei luoghi maleodoranti in cui si incontra con gli altri maschi in stato medio.
Compagno fedele dei luoghi di aggregazione del maschio medio, il calendario si adatta. Il sedere della Sederova è un bel sedere, ma stona nella camera da letto in cui dorme e copula una signora (per esempio io).
In ufficio svecchia, fa colore, si intona col programmatore e financo con project manager.
Mi dà anche un certo conforto, quando nessuno mi vede posso guardalo e, grazie a quel fenomeno di telepatia che nell’essere meraviglioso che è la donna collega testa e culo, dirgli "e tu, che te la tiri tanto, svettante invidiato sedere, ah, ecco, non dici niente eh, non sai cosa rispondermi eh, ammutolisci di fronte alla mia grande creatività, alla mia strepitosa intelligenza, alla mia professionalità indiscussa e bla bla bla".
La signora qui sotto è arrivata dove osano le carpe, per stare accanto al prode maschio medio.
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