lunedì, febbraio 28, 2005

ecco, in esclusiva per gli utenti del blog, la prima (e si spera l'ultima) delle mie fatiche letterarie
"La vera storia di cugino volpino"
Per ora vi propongo solo l'introduzione e il capitolo1 ma siate fiduciosi in un prossimo avvincente seguito.
In attesa di una nuova ispirazione vi saluto e vi lascio a questa lettura cul-turale
SA
INTRO
saper gioir del tanto è cosa vera
saper gioir del poco
è cosa assai più sincera
ma benchè il cugi non ne volesse tre
nemmeno una ne ebbe per sè

ESORTATIO
cantaci o fede del cugino volpino
il cambio funesto
che infiniti addusse lutti ai cugini
e che tristi rese lontani e vicini.


CAP1
"IL DIVINO ZERBINO"
Nel mezzo del cammin di sua vita
si ritrovò per una selva oscura
che la diritta via era smarrita

ahi quanto a dir com’era è cosa dura
esto cugi zerbino era aspro e forte
e nel pensier ritrovo la paura

tant’è triste che poco è più morte
ma per il ben che per lui provai
dirò delle tante cose che i v’ho scorte

io non so ben dir come l’incontrai
tanto son lungi l’ere da quel punto
che i lontani ricordi abbandonai.

ma poi ch’i fui al piè del benty giunto
guardai in basso e vidi le sue spalle
egli parea sì il re del pianeta
e menava dritto per ogni calle.


un dì che l’aria fu restata e queta
vidi tre grand’ombre a me venire:
sembianza avean nè trista nè lieta.

lo buon maestro cominciò a dire:
“mira a colui con quella spada in mano
che vien dinnanzi a te sì come sire:

quelli è il cugi, cugino sovrano;
l’altro è roby, ragazzo per bene,
il terzo son io, un saggio padano.

Così parlammo infin della tumera
dicendo cose che ‘l tacere è bello
sì com’era ‘l parlar colà dov’era.

or comincian le dolenti note
a farmisi sentire; or son venuto
là dove molto pianto mi percuote.

amor condusse lui ad una morte
la jenny, fede, pustù lo spense
este donne gli cambiarono la sorte.

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